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MENDICINO
E’ un paese antichissimo, ma pur consapevoli delle sue remote origini, non disponiamo di studi o pubblicazioni da cui attingere notizie per la sua esatta ricostruzione storica. Sertorio Quattromani, ricordando le antiche città enotrie cita anche Menecina (Mendicino). La storia di Mendicino la possiamo ricostruire facendo riferimento agli avvenimenti storici della città di Pandosia, capitale e sede della reggia degli Enotri. Dove fosse ubicata Pandosia non si è potuto stabilire ne con studi ne con ricerche archeologiche. Alcuni asseriscono che sorgesse dove è ora Castrolibero, (paese confinante), altri, invece dove è ora Mendicino.
Tutti gli storiografi comunque usano la stessa definizione: Pandosia è sopra Cosenza. Pandosia raggiunse il massimo splendore tra il VII ed il III secolo a.C., coniugava monete, delle quali esistono esemplari nel Museo Britannico. Fu continuamente in guerra con Cosenza e nel III secolo a.C. fu rasa al suolo dai Romani e non fu più ricostruita. Certamente la stessa sorte sarà toccata alla vicina Menecina (Mendicino) definita da G. Andrea Fico “cospicua e rinomata”. I pochi superstiti , ricostruirono nuove dimore sulla roccia di “Timpa a Limena”, ma questa seconda Menecina non riuscì a raggiungere la fama e la floridezza economica di un tempo a causa delle continue razzie e invasioni dei popoli vicini e dei movimenti tellurici che si manifestarono. Nel 1600, fu distrutta nuovamente assieme alla città di Cosenza dai Saraceni. Dopo tale distruzione fu ricostruita una terza volta sulla collinetta cuneiforme e rocciosa chiamata oggi “Castello”, estendendosi poi sul costone opposto detto “Cermo”, prendendo l’attuale nome di Mendicino.
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